Passa ai contenuti principali

L'importanza del gioco tra cavalli




RICORDIAMO: E' molto importante che un cavallo giochi!!!



 Il cavallo scopre il gioco sin dai primi attimi di vita: per lui il gioco non è altro che il “mimo” della vita degli adulti suoi simili, che vivono in branco. Essi scelgono il branco poiché soddisfa nello stesso tempo anche le priorità di sicurezza, confort e cibo.
Dai puledri fino ai cavalli più anziani i giochi, soprattutto quelli di gruppo, stimolano l’attenzione e l’abilità degli animali. Possiamo affermare che per ogni fase della loro vita troviamo un tipo di gioco.
  • Gioco dei puledri : essi beneficiano molto del contatto con la mamma  o con i suoi coetanei infatti passano molte ore a inseguirsi o a fare piccole “battaglie”: in questa fase il cavallo scopre il gioco per crescere sano e per socializzare.


  • Gioco nei cavalli adulti:  superata la fase “adolescenziale” il cavallo inizia a dedicarsi a lavoro quindi passerà molto tempo nel proprio box. Questo non vuol dire che il cavallo non debba più giocare, anche semplicemente brucare l’erba sarà utile all’animale per combattere la noia, sentimento che potrebbe irritarli e farli soffrire a causa della solitudine.


Per evitare questo bisogna utilizzare giochi appesi nei box o messe all’interno del paddock o palle di plastica rigida che quando vengono spinta dal cavallo con la testa, rilasciano a terra zuccherini come premio.
In particolare stiamo parlando dei seguenti articoli:
  • opalla con manico: per intrattenere il tuo cavallo nella stalla;
l’ampia impugnatura di questa palla è pensata per la bocca del cavallo, da raccogliere e lanciare! In plastica EVA granulosa per una buona presa.



     
     
     
     
     
    • palla di distrazione: in plastica e gomma montata su funi ed elastici altamente resistenti.
    Aiuta a mantenere i cavalli che hanno bisogno di stimolazione per intrattenere e a rompere i vizi (tessitura, cribbing o ventosa).
    Da fissare su anelli al soffitto del box, negli angoli opposti o sul telaio della porta, facendo attenzione che la palla non tocchi il muro.



     
    •  palla rock and roll: con la sua forma particolare, questo giocattolo gonfiabile è impossibile da rotolare dritto e il suo dispenser di cura manterrà il tuo cavallo impegnato per buona parte della giornata!

    Commenti

    Post popolari in questo blog

    Origini del cavallo

    50/60 milioni di anni fa  il primo esemplare della specie equina fu l'Eohippus, di dimensioni simili a quelle di un cane o di una volpe (35 cm)  e possedeva quattro dita con polpastrelli. Nel continente americano l'evoluzione della specie si adattò ai cambiamenti ambientali. Il ritrovamento dei fossili ha aiutato la scienza a scoprire l'evoluzione dell'animale. Il cavallo è un erbivoro appartenente alla classe dei Mammiferi e alla famiglia degli equidi, al genere Equus e alla specie caballus. L'  Equus caballus  è uno stretto parente dell'asino ( Equus asinus ) e della zebra ( Equus zebra ). I perissodattili sono quadrupedi i cui arti poggiano su un solo dito, il medio, protetto da un'unghia robusta che viene denominata zoccolo. Se incrociamo un asino con una cavalla otterremo un ibrido sterile, il mulo; incrociando invece un cavallo con un asina si otterrà un bardotto, anch'esso sterile. Il mulo raglia, mentre il bardotto,...

    La psicologia del cavallo

    Il cavallo al contrario di quanto si dice comunemente, non è un animale coraggioso e audace. Le persone sono convinte che esso, essendo di grosse dimensioni, sia più temerario e forte, ma non è così. Il cavallo è infatti un animale timido e alquanto pauroso, che, se può si sottrae volentieri alla fatica. Ama vivere in tranquillità. L' addomesticamento ha conservato intatta la sua natura e il suo forte senso della libertà. L'uomo ha approfittato della debolezza e dell'insicurezza del cavallo sfruttandole per i propri scopi. Quando il cavallo fa cadere il cavaliere dalla sella (lo disarciona) non lo fa tanto per liberarsi di un peso incomodo, ma perchè il cavaliere che lo monta non riesce a trasmettergli lo stimolo e l'incitamento attraverso i quali riesce a infondere sicurezza e coraggio all'animale. Dobbiamo ricordare che i mezzi di difesa di cui il cavallo dispone consistono nel mordere, nel tirare calci o zampate, ma soprattutto n...

    Addomesticamento e utilizzo del cavallo

    Il cavallo fu l'ultimo tra gli animali che l'uomo riuscì ad addomesticare  Stabilire chi abbia per primo addomesticato il cavallo e quando, è alquanto difficile. Pare che nel 3000 a.C. i cinesi abbiano addomesticato cavalli di piccola taglia provenienti dalla Mongolia e che all'inizio del 2000 a.C. popolazioni nomadi come Sciti e Ariani avesse cavalli domestici. Quando l'uomo capì che il cavallo poteva essere addomesticato e che non era, come pensavano, una preda venatoria, questo animale ha svolto una parte fondamentale nello sviluppo delle civiltà e dei popoli,infatti venne usato (e viene usato ancora oggi) nel lavoro dei campi, nel trasporto di merci e persone e perfino come macchina da guerra. L'addomesticamento del cavallo presentò molte difficoltà. In anzitutto bisognava catturarlo e visto che non era possibile farlo rincorrendolo, l'uomo si doveva ingegnare e inventare trappole.Ma anche dopo la cattura rimaneva il problema di tratten...